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Sezione a cura della D.ssa Annarosa Zingone

L'influenza

Le sono stati attribuiti molti nomi( asiatica, cinese, australiana), quest'anno l'hanno battezzata “ giapponese”, anche se si tratta della solita influenza(tipo A, tipo B o più raramente C), causata da ceppi di virus che di anno in anno, presentano delle piccole varianti. L'influenza arriva, in genere, nel tardo autunno – inizio inverno, costringendo a letto milioni di persone(piccoli e grandi), con febbre piuttosto alta, brividi, cefalea, dolori diffusi alle ossa e ai muscoli, profonda astenia, inappetenza, e sintomi che interessano l'apparato respiratorio(tosse, raffreddore ecc.) e, a volte, l'apparato gastroenterico (nausea, vomito, diarrea).

Cosa fare?

Innanzitutto cerchiamo di prevenirla con la VACCINAZIONE che se in alcuni casi non evita il contagio, aiuta, comunque, a ridurre le complicanze e fa si che ci si ammali di un'influenza più blanda, cioè con una sintomatologia più sfumata, meno grave.

Chi deve vaccinarsi?

Tutti potrebbero, a partire dal terzo mese di vita, essere sottoposti a vaccinazione antinfluenzale. Esistono, tuttavia, delle categorie di persone più esposte al rischio della malattia , in primis, gli anziani(specie se ricoverati) quindi soggetti affetti da patologie croniche a carico dell'apparato respiratorio, cardiovascolare e renale;diabetici, immunodepressi, soggetti fortemente debilitati. Per queste categorie, generalmente, le ASL mettono a disposizione gratuitamente il vaccino già a partire dalla metà di ottobre. Il periodo ottimale per la vaccinazione è infatti l'autunno. Oltre che per le suddette persone, la vaccinazione è consigliabile per quelle categorie di lavoratori impegnati i servizi di pubblica utilità che vengono giornalmente a contatto con molta gente: medici, infermieri, insegnanti, militari, addetti a sportelli postali, bancari, autoferrotramvieri ecc. Se ci si vaccina per la prima volta è bene ripetere la vaccinazione entro 4-6 settimane. Un modo per prevenire il contagio è anche quello di evitare di frequentare luoghi affollati e caldo umidi, evitare sbalzi di temperatura, evitare contatti con persone già ammalate, evitare di esporsi alle basse temperature se si è poco coperti( “Non prendere freddo” e ciò vale specie per i giovani). Ancora: ci si può aiutare con una buona dose di vitamina C che la natura, proprio in questo periodo, ci offre in abbondanza sotto forma di agrumi.

Ma se proprio l'influenza dovesse decidere di farci visita, che facciamo?

Per prima cosa prendiamola con calma, rassegnandoci all'idea di dovere trascorrere 5 o 6 giorni in casa a riposo assoluto e, possibilmente a letto. Attendere che la sintomatologia sia del tutto scomparsa con una buona convalescenza( attenti alle cd “ ricadute”. Alimentarsi in modo leggero ma nutriente(diamo il parmigiano ai bimbi inappetenti), abbondare in spremute di arancia, in cibi liquidi e caldi.

Anche “ i rimedi della nonna ” possono essere utili in molti casi: i suffumigi(“ fumenti”), per le costipazioni, latte caldo e miele per la tosse, i gargarismi(“ sciacqui”) con il limone per la gola arrossata ecc.

E i farmaci?

In questi casi si attua una terapia che è detta “ SINTOMATICA”, cioè che combatte il sintomo, perciò per la febbre gli antipiretici(TACHIPIRINA), per la tosse gli sciroppi e così per le costipazioni i decongestionanti . E' inutile il ricorso agli antibiotici, trattandosi di malattia virale.Sarà il medico a valutare di volta in volta, se è il caso di instaurare una adeguata terapia, specie laddove dovessero insorgere complicanze di tipo bronchitico, broncopolmonitico o altro.

Ancora un paio di consigli: areate di tanto in tanto la stanza dove soggiorna l'ammalato e, l'ammalato eviti di tossire e starnutire in faccia alle persone che gli stanno accanto!La maggior parte del contagio interumano, è, infatti, rappresentato dalla emissione di goccioline(dette pflugge) che si espellono con il colpo di tosse o con lo starnuto. Inoltre alle MAMME: quando il bambino ha l'influenza non tenetelo a contatto con nonni e , se in età scolare, già ai primi sintomi non mandatelo a scuola! Il mio personale augurio, cari falconaresi, oltre a quello di BUON ANNO NUOVO a tutti, è che nessuno di voi, anzi di noi, si ammali. State bene!
Buone feste!


D.ssa Annarosa Zingone

» Altri argomenti trattati in questa rubrica: L'ipertensione arteriosa



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